Il cortile erboso del Museo della Certosa di Serra San Bruno, con le celle dal tetto in coppi, una torre in pietra e alberi sullo sfondo
Il cortile erboso del Museo della Certosa di Serra San Bruno, con le celle dal tetto in coppi, una torre in pietra e alberi sullo sfondo. Foto: Jacopo Werther · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono luoghi in Calabria dove il tempo sembra scorrere più lentamente, e Serra San Bruno è uno di questi. Il paese si trova a circa 790 metri di quota, in provincia di Vibo Valentia, in una conca che in tempi geologici remoti ospitava un lago, circondata da boschi fittissimi di abeti, faggi e castagni. Qui, alla fine dell'XI secolo, un monaco venuto da lontano scelse di fondare un eremo: da allora la storia del paese è inseparabile da quella della sua Certosa. Vi raccontiamo cosa vedere e come organizzare la visita.

La Certosa di San Bruno

La Certosa fu fondata nel 1091 da San Bruno di Colonia, il fondatore dell'ordine dei certosini, su un territorio donato dal conte normanno Ruggero I d'Altavilla. La chiesa fu consacrata nel 1094, alla presenza dello stesso Ruggero. Nei secoli il monastero conobbe fasi alterne: passò per un lungo periodo ai cistercensi e tornò definitivamente ai certosini all'inizio del Cinquecento.

Il momento più drammatico arrivò con il terremoto del 1783, che devastò la Calabria e ridusse il complesso in gran parte a un cumulo di rovine, distruggendo tra l'altro le celle dei monaci. Pochi anni dopo, con le soppressioni dell'età napoleonica, i religiosi lasciarono il monastero. La rinascita cominciò nell'Ottocento e il nuovo complesso fu completato alla fine del secolo, con la chiesa consacrata nel 1900. Ancora oggi alcuni resti dell'antica costruzione, come la parte inferiore della facciata della vecchia chiesa conventuale, convivono con gli edifici ricostruiti.

La Certosa è tuttora abitata da una comunità di monaci che vivono in clausura, secondo una regola fatta di silenzio, preghiera e solitudine. Per questo gli ambienti monastici non sono aperti ai visitatori: per conoscerli da vicino c'è il museo.

Il Museo della Certosa

Il Museo della Certosa è nato all'inizio degli anni Novanta per volontà della stessa comunità monastica, proprio per raccontare a pellegrini e visitatori una vita che altrimenti resterebbe invisibile. Il percorso si sviluppa in una ventina di sale e accompagna dalla cella alla chiesa conventuale, attraverso ambienti ricostruiti con grande fedeltà, anche nella scelta dei materiali, dal cotto agli intonaci grezzi.

La parte più suggestiva è la ricostruzione della cella certosina con il suo piccolo orto: lo spazio in cui il monaco trascorre gran parte della giornata da solo, tra preghiera e lavoro. Alcune sale sono dedicate ai laboratori dei monaci, altre raccontano l'iconografia di San Bruno, i santi dell'ordine, la liturgia e la biblioteca, con pannelli che ripercorrono la storia del monastero dall'XI secolo a oggi. Calcolate almeno un'ora per la visita.

Santa Maria del Bosco e il laghetto

A breve distanza dalla Certosa, una passeggiata nel bosco porta alla chiesa di Santa Maria del Bosco, che sorge nel luogo dell'antico eremo, circondata da abeti bianchi altissimi. La tradizione lega questo luogo alla preghiera e alla penitenza di San Bruno. Accanto si trova il laghetto delle penitenze, legato alla memoria del santo: è un angolo di grande pace, molto amato dai pellegrini. La festa di San Bruno si celebra ogni anno il 6 ottobre.

I boschi delle Serre

Serra San Bruno è anche una porta d'ingresso al Parco Naturale Regionale delle Serre, un'area protetta di oltre 17.000 ettari tra le province di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria. Il cuore verde del parco è il Bosco Archiforo, una foresta di quasi 5.000 ettari quasi interamente nel territorio di Serra San Bruno, con maestosi abeti bianchi alle quote più basse e faggi più in alto. Qui cresce un abete bianco considerato il più grande d'Europa, alto oltre 55 metri. Un sentiero ad anello di poco più di un chilometro permette di entrare nella foresta anche con i bambini.

Il legame tra il paese e il bosco si vede anche nelle tradizioni artigiane: la lavorazione del legno, della pietra e del ferro battuto si sviluppò proprio per la costruzione e la decorazione del monastero.

Consigli per la visita

Per orari e modalità di visita del museo vi consigliamo di consultare il sito ufficiale del Museo della Certosa. In chiesa e negli spazi religiosi è richiesto un abbigliamento adeguato e il rispetto del silenzio. Anche d'estate, tra gli abeti delle Serre l'aria è fresca: una felpa in auto non guasta mai.

Una base nel verde

Casa nel verde è una casa di 120 mq su due livelli a Decollatura, a metà strada tra il mare del Tirreno e i laghi della Sila: la sera si torna al fresco del giardino.