Le acque del Lago Arvo con una sponda sabbiosa in primo piano, alcuni cavalli in riva e colline coperte di boschi sullo sfondo
Le acque del Lago Arvo con una sponda sabbiosa in primo piano, alcuni cavalli in riva e colline coperte di boschi sullo sfondo. Foto: Giovanni Pignataro · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

A circa 50 chilometri da Decollatura comincia un'altra Calabria: quella dell'altopiano della Sila, con le sue foreste di pini e faggi, i pascoli e i grandi laghi che sembrano appartenere a un paesaggio del nord. Arvo, Ampollino e Cecita non sono laghi naturali: sono bacini artificiali nati nel Novecento per produrre energia idroelettrica. Con il tempo, però, la natura li ha fatti propri, e oggi sono tra i luoghi più amati dell'altopiano, in ogni stagione. Ecco cosa sapere prima di partire e come trascorrere una giornata sulle loro sponde.

Il Parco Nazionale della Sila

Gran parte di questo territorio è tutelata dal Parco Nazionale della Sila, che si estende per circa 73.700 ettari tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone e comprende la Sila Greca, la Sila Grande e la Sila Piccola. Circa l'80 per cento della superficie del parco è coperta da boschi, la percentuale più alta tra i parchi nazionali italiani. Il re di queste foreste è il pino laricio, accompagnato dal faggio alle quote più alte. Il simbolo del parco è il lupo, e dal 2014 la Sila fa parte della rete delle Riserve della Biosfera dell'UNESCO, nell'ambito del programma Man and the Biosphere.

Il Lago Arvo e Lorica

Il Lago Arvo fu realizzato tra il 1927 e il 1931 sbarrando il fiume Arvo e alcuni suoi affluenti. Si trova a circa 1.280 metri di quota, ha una superficie di oltre 4 chilometri quadrati e un perimetro di circa 24 chilometri. La sua diga è particolare: è costruita in terra e argilla compattate, e non in cemento armato come la maggior parte delle dighe. Sulle sue sponde sorge Lorica, dove ha sede il Parco Nazionale della Sila, circondata da boschi che danno al paesaggio un'atmosfera quasi alpina.

Da Lorica si sale verso il Monte Botte Donato, che con i suoi 1.928 metri è la vetta più alta della Sila. Sulle sue pendici si trovano gli impianti di risalita della località, frequentati in inverno dagli sciatori e, nella bella stagione, da chi cerca panorami sui laghi e sui boschi. Nelle acque del lago vivono trote, persici e carpe, e nei periodi di passo non è raro vedere aironi e svassi lungo le rive.

Il Lago Ampollino

Non lontano si trova il Lago Ampollino, il più antico dei tre: i lavori per la diga iniziarono nel 1916 e terminarono nel 1927. Si trova a circa 1.279 metri di quota, ha una superficie di quasi 5,6 chilometri quadrati e si estende tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro. Le sue acque alimentano ancora oggi una serie di centrali idroelettriche e servono poi a irrigare le campagne del Crotonese. Le ricerche archeologiche hanno individuato lungo le sponde tracce di insediamenti dell'età del bronzo.

Sulle rive del lago, alle pendici del Monte Gariglione, si trova Villaggio Palumbo, una località turistica immersa tra pini e faggi, punto di partenza per passeggiate e, in inverno, per lo sci.

Il Lago Cecita e i Giganti della Sila

Il Lago di Cecita, chiamato anche lago del Mucone dal fiume che lo alimenta, è il più grande della Sila: circa 12,6 chilometri quadrati di superficie, a 1.143 metri di quota. Fu costruito tra il 1949 e il 1952 e si trova tra i comuni di Spezzano della Sila, Longobucco e Celico, non lontano da Camigliatello Silano. Le campagne intorno sono coltivate anche a patate: qui si produce la Patata della Sila IGP.

A pochi chilometri, in località Croce di Magara, si trova la riserva dei Giganti della Sila, gestita dal FAI: un bosco di pini laricio piantati nel Seicento, con alberi che superano i 45 metri di altezza e hanno in media circa 350 anni. Nel luglio 2026 il FAI ha sospeso temporaneamente le visite alla riserva: prima di andare verificate sul sito del FAI se ha riaperto. Camminare tra questi tronchi è una delle esperienze più suggestive dell'altopiano.

Consigli per la giornata

Anche in piena estate, sull'altopiano le temperature sono più basse che in costa: portate una felpa e scarpe comode. L'autunno, con i colori del foliage, è forse la stagione più bella, ed è anche il momento dei funghi. Per orari degli impianti, visite guidate e attività nel parco vi consigliamo di consultare i canali ufficiali del Parco Nazionale della Sila e del FAI. La sera, tornare a Casa nel verde, accendere il barbecue in giardino o il camino nelle serate più fresche è il modo migliore per chiudere una giornata in montagna.

Una base nel verde

Casa nel verde è una casa di 120 mq su due livelli a Decollatura, a metà strada tra il mare del Tirreno e i laghi della Sila: la sera si torna al fresco del giardino.