I tronchi altissimi dei pini larici dei Giganti della Sila visti dal basso, con le chiome che si aprono contro il cielo azzurro
I tronchi altissimi dei pini larici dei Giganti della Sila visti dal basso, con le chiome che si aprono contro il cielo azzurro. Foto: Laura Laterza · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono posti in cui ci si sente piccoli nel senso più bello del termine. Uno di questi si trova sull'altopiano della Sila, a Fallistro, dove un gruppo di pini larici alti più di quaranta metri cresce indisturbato da quasi quattro secoli. Sono i Giganti della Sila, una delle riserve naturali più famose della Calabria, protetta dentro un parco nazionale che a sua volta fa parte di una riserva della biosfera riconosciuta dall'UNESCO. Vi raccontiamo la loro storia, il territorio che li circonda e come organizzare la visita.

Cinquantotto pini larici e quattro secoli di storia

La Riserva naturale I Giganti della Sila si trova nel comune di Spezzano della Sila, in provincia di Cosenza, ed è stata istituita nel 1987. È piccola, poco più di cinque ettari, ma custodisce 58 pini larici, la varietà calabrese del pino nero, che i botanici chiamano Pinus nigra laricio. Alcuni di questi alberi superano i 350 anni, raggiungono altezze superiori ai 40 metri e alla base hanno tronchi con un diametro che si avvicina ai due metri. Gli studi condotti su campioni di legno fanno risalire l'impianto agli anni tra il 1620 e il 1650.

La storia del bosco è legata alla famiglia dei baroni Mollo, proprietari delle terre di Fallistro dal Seicento, che qui costruirono una residenza estiva, il Casino Mollo. Secondo il FAI, i pini furono piantati per proteggere la tenuta dai venti invernali e offrire riparo alle greggi. Nel 1987 fu una discendente della famiglia, la baronessa Paola Manes Mollo, a battersi per salvare il bosco dal taglio, arrivando a incatenarsi a un albero. Dal 2016 la riserva è affidata al FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, in concessione dal Parco Nazionale della Sila, e il Casino Mollo, donato dalle eredi e restaurato, è oggi il centro di accoglienza dei visitatori.

Il bosco e i suoi abitanti

I Giganti non sono soli. Ai margini della riserva crescono aceri montani centenari, faggi, castagni, pioppi tremoli e meli selvatici, e tra i grandi pini spuntano giovani pini nati spontaneamente negli ultimi decenni: la riserva è infatti gestita come area biogenetica, dove l'intervento umano è ridotto al minimo per osservare l'evoluzione naturale del bosco. Con un po' di pazienza si possono vedere lo scoiattolo nero tipico della Sila, la volpe, la poiana, il gheppio e diverse specie di picchio, compreso il raro picchio nero. Dalle pinete silane, nell'antichità, si ricavavano legname per le navi e la pece, conosciuta come pix brutia.

Il Parco Nazionale della Sila

La riserva è uno dei gioielli del Parco Nazionale della Sila, istituito con una legge del 1997 e definito da un decreto del 2002. Il parco si estende per circa 73.700 ettari tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone e ha la sua sede a Lorica, nel territorio di San Giovanni in Fiore. È il parco nazionale italiano con la più alta percentuale di superficie coperta da boschi, circa l'80%, dominati dal pino laricio e dal faggio. Dentro i suoi confini ci sono i laghi artificiali Arvo, Ampollino e Ariamacina, e nascono fiumi importanti come il Crati e il Neto. Il simbolo del parco è il lupo, presente nei boschi silani con alcuni branchi.

La Sila, Riserva della Biosfera UNESCO

Nel 2014 la Sila è diventata la decima Riserva della Biosfera italiana nell'ambito del programma UNESCO Man and the Biosphere (MAB). Il riconoscimento non riguarda solo il parco: la riserva si estende per oltre 350.000 ettari e comprende 66 comuni, circa un terzo della Calabria, con il parco nazionale come cuore protetto e un'ampia area di cooperazione intorno. L'obiettivo del programma è tenere insieme la tutela di paesaggi, habitat e specie con lo sviluppo sostenibile delle comunità che ci vivono, oltre a sostenere ricerca ed educazione ambientale. Alla fine del 2025 l'UNESCO ha rinnovato il riconoscimento per altri dieci anni.

Consigli per la visita

  • Le visite ai Giganti si fanno a piedi, lungo i percorsi segnalati.
  • Nel luglio 2026, dopo la caduta di due alberi, il FAI ha sospeso temporaneamente le visite all'interno della riserva per verificare lo stato di salute degli esemplari più antichi e ridisegnare i percorsi, mantenendo attivo il centro di accoglienza al Casino Mollo. Prima di partire controllate sul sito del FAI se la riserva è di nuovo visitabile.
  • Anche d'estate in Sila fa fresco: una felpa e scarpe comode sono sempre una buona idea.

Da Casa nel verde, a Decollatura, i laghi dell'altopiano della Sila sono a circa 50 chilometri: una giornata tra boschi, laghi e grandi alberi si organizza facilmente, e la sera si torna a cena sotto le querce del giardino, con il barbecue e la terrazza a disposizione.

Fra il mare e la montagna

Una casa di 120 mq tra querce secolari e alberi da frutto, da cui partire alla scoperta dell’altopiano, della Sila e della costa tirrenica.