Se vi capita di trovarvi in Calabria la mattina di Pasqua, cercate una piazza dove si svolge l'Affruntata. È uno dei riti religiosi più sentiti della regione e, per chi lo vede la prima volta, uno dei più sorprendenti: statue portate a spalla che si cercano, si avvicinano e alla fine corrono una verso l'altra, mentre il paese intero trattiene il fiato. Il nome richiama l'idea di affrontarsi, di trovarsi faccia a faccia, e racconta proprio questo: l'incontro tra la Madonna e il Figlio risorto. Ecco come si svolge, dove vederlo e qualche consiglio per viverlo con il giusto rispetto.
Un incontro in tre atti
I protagonisti sono tre statue. Da una parte il Cristo risorto, spesso con il vessillo bianco della Resurrezione; dall'altra la Madonna, avvolta in un manto nero di lutto; in mezzo San Giovanni, il discepolo che fa da messaggero. Le statue partono da punti diversi del paese e si fermano a distanza. San Giovanni va dal Cristo e poi torna dalla Madre per portarle l'annuncio, e questo andirivieni si ripete più volte, di solito tre, con un passo sempre più veloce. La tradizione lo legge come l'incredulità di Maria, che non riesce a credere alla notizia, e i portatori raccontano tutto con i gesti, senza parole: in molti paesi la processione è detta proprio «muta».
Al terzo annuncio la Madonna si convince e si muove verso il Figlio. È il momento culminante: le statue vengono portate di corsa l'una verso l'altra e, quando si incontrano, alla Madonna viene tolto il velo nero, che lascia vedere l'abito della festa, azzurro o bianco. Lo svelamento è accolto spesso da un lungo applauso. In alcuni paesi alla scena si aggiungono altre figure, come la Maddalena o gli angeli.
Un rito dai molti nomi
L'Affruntata è diffusa soprattutto nelle province di Vibo Valentia e di Reggio Calabria, e nella parte centrale e meridionale della provincia di Catanzaro. Ogni paese ha la sua versione e spesso il suo nome: Cunfrunta, Cumprunta, Cunfruntata, Svilata, 'Ncrinata. Anche il giorno può cambiare: quasi ovunque si celebra la domenica di Pasqua, prima della messa di mezzogiorno, ma ci sono comunità che la tengono il lunedì dell'Angelo, come Arena, o il martedì dopo Pasqua, come Dasà, dove il rito prende appunto il nome di 'Ncrinata.
Le origini vengono fatte risalire alla Spagna, dove riti simili dell'incontro tra Cristo risorto e la Madre sono documentati già nel Cinquecento, per esempio a Zamora. Secondo alcuni studiosi, come l'antropologo Vito Teti, il rito affonda le radici anche nelle sacre rappresentazioni del Rinascimento. In Calabria la tradizione viene fatta risalire al Seicento ed è affidata da secoli alle confraternite che ancora oggi custodiscono le statue e ne organizzano il trasporto.
Dove vederla
Tra le Affruntate più conosciute c'è quella di Vibo Valentia, che si svolge la domenica di Pasqua lungo corso Vittorio Emanuele, nel centro storico, ed è organizzata dall'Arciconfraternita del Rosario. Qui il momento della caduta del velo si chiama sbilamentu ed è carico di significati: se il manto cade al momento giusto è considerato un buon presagio per tutta la comunità, se si inceppa è un cattivo segno. La tradizione orale racconta che nel 1940 il velo non cadde e che pochi mesi dopo l'Italia entrò in guerra.
Molto sentite sono anche le Affruntate di Sant'Onofrio e Stefanaconi, nel Vibonese, dove le statue vengono portate a spalla con corse spettacolari, e quelle di paesi come Girifalco e Badolato in provincia di Catanzaro, o di Gerace, Bagnara e San Luca nel Reggino. Ogni comunità ha il suo percorso, i suoi orari e le sue confraternite: per questo vale la pena informarsi in anticipo presso la parrocchia o il Comune del paese che volete visitare.
Come viverla con rispetto
L'Affruntata è prima di tutto un atto di fede, non uno spettacolo. Qualche consiglio pratico:
- arrivate con un buon anticipo, perché le piazze si riempiono e i posti con la visuale migliore spariscono presto;
- lasciate sempre libero il percorso: le statue sono pesanti e i portatori corrono, quindi lo spazio serve alla loro sicurezza e alla vostra;
- tenete un abbigliamento sobrio e un comportamento adeguato, soprattutto durante i momenti di preghiera;
- se scattate foto, fatelo senza intralciare i portatori e senza salire su muretti o balconi altrui.
Orari e programma possono cambiare da un anno all'altro, perché la data della Pasqua si sposta e ogni paese si organizza in modo diverso: per conferme rivolgetevi alle parrocchie, ai Comuni e alle Pro Loco.
La primavera è un bel momento per scoprire l'interno della Calabria, quando i boschi del Reventino tornano verdi e le giornate si allungano. Da Casa nel verde, a Decollatura, potete muovervi verso le piazze dell'Affruntata e la sera tornare a casa, dove le sere ancora fresche di primavera si passano volentieri davanti al camino.
Dormire vicino alle feste
Una casa tutta vostra fino a 4 ospiti, con il camino, il giardino e il parcheggio gratuito coperto: la base comoda per vivere le tradizioni della Calabria.