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Borghi

Pizzo, il borgo marinaro sul golfo di Sant'Eufemia.

Un promontorio di tufo sul mare, un castello aragonese carico di storia e una chiesa scolpita nella roccia: una giornata piena di sorprese.

Gita in giornata in auto Borgo marinaro
Le mura in pietra del Castello Murat di Pizzo affacciate sul mare blu, accanto alle case del borgo
Pizzo.

Suggestivo borgo marinaro affacciato sul golfo di Sant'Eufemia. Celebre per il Castello Murat, la pittoresca chiesetta di Piedigrotta scavata nella roccia e l'inimitabile tartufo gelato artigianale.

Un borgo affacciato sul golfo

Pizzo è un suggestivo borgo marinaro della provincia di Vibo Valentia, affacciato sul golfo di Sant'Eufemia lungo la Costa degli Dei. Il paese sorge su un promontorio di tufo a picco sul mare, e dalle sue piazze e terrazze lo sguardo spazia sull'acqua e sulla costa.

Il cuore del paese è un intreccio di vie e scalinate che scendono verso il porticciolo, tra case colorate e chiese. Nella chiesa di San Giorgio fu sepolto Gioacchino Murat, il personaggio che ha legato per sempre il suo nome alla storia di questo luogo.

Scendendo verso il mare si arriva al porticciolo: da qui il borgo si guarda dal basso, con le case che salgono lungo il promontorio di tufo.

Il Castello Murat

Il Castello di Pizzo, conosciuto da tutti come Castello Murat, nasce da una torre di avvistamento eretta alla fine del Trecento contro le incursioni dei pirati saraceni. Fu il re Ferdinando I d'Aragona a farlo fortificare alla fine del Quattrocento, con mura, torri e fossato: ancora oggi si entra passando tra due torri, dove un tempo c'era il ponte levatoio.

Il castello deve il suo nome a Gioacchino Murat, cognato di Napoleone ed ex re di Napoli. Dopo Waterloo tentò di riconquistare il trono con una spedizione di circa 250 uomini, partita da Ajaccio il 28 settembre e deviata dalle tempeste verso queste coste: sbarcato a Pizzo l'8 ottobre 1815, fu arrestato, processato e fucilato tra queste mura il 13 ottobre 1815. Oggi il castello ospita un museo che racconta la prigionia, il processo e gli ultimi giorni di Murat.

La chiesa di Piedigrotta e il tartufo

Poco fuori dal centro, in riva al mare, si trova la chiesa di Piedigrotta, scavata nella roccia tufacea. Secondo la tradizione, nel Seicento un veliero napoletano naufragò in questo tratto di costa e i marinai, salvi, fecero voto di dedicare una cappella alla Madonna di Piedigrotta proprio dove avevano trovato riparo.

Dalla fine dell'Ottocento l'artista locale Angelo Barone ampliò la grotta e scolpì nella roccia numerose statue di santi e scene sacre; il lavoro fu proseguito dal figlio Alfonso e, nel Novecento, restaurato e arricchito da Giorgio Barone. Il risultato è un santuario rupestre unico, dove la luce del mare filtra tra le figure di pietra.

A Pizzo, infine, non si può ripartire senza assaggiare il tartufo, l'inimitabile gelato artigianale del paese tutelato dal marchio IGP: una piccola delizia che da sola vale la sosta.

Consigli pratici

  • Visitate Piedigrotta al mattino o nel tardo pomeriggio, quando la luce sul mare rende la grotta ancora più suggestiva.
  • Indossate scarpe comode: il centro è fatto di salite, discese e scalinate.
  • Nella chiesa di Piedigrotta mantenete un comportamento rispettoso: è un luogo di culto.
  • D'estate portate acqua e cappello e preferite le ore meno calde per le passeggiate.
  • Per il Castello Murat e la chiesa di Piedigrotta verificate orari e biglietti sul sito ufficiale.