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Arte

I Bronzi di Riace, due guerrieri riemersi dal mare.

Due statue greche alte quasi due metri, ritrovate per caso da un subacqueo: un incontro con l'arte antica che vale da solo il viaggio.

Gita in giornata in auto Arte greca
La facciata del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, che custodisce i Bronzi di Riace
Bronzi di Riace.

I due capolavori scultorei del V secolo a.C., rinvenuti nel 1972 nel mare di Riace. Sono custoditi al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e rappresentano un tesoro d'arte unico al mondo.

Il ritrovamento del 1972

I Bronzi di Riace sono due statue in bronzo di età greca, tra i capolavori scultorei più celebri dell'arte antica. Furono scoperti il 16 agosto 1972 da Stefano Mariottini, un appassionato subacqueo che si era immerso nel mare di Riace Marina, sulla costa ionica, a poche centinaia di metri dalla riva.

Il recupero fu un evento straordinario. Dopo un lungo restauro a Firenze, tra il 1975 e il 1980, le statue furono esposte prima nel capoluogo toscano e poi, nel 1981, al Quirinale a Roma, dove in dodici giorni attirarono circa 300.000 visitatori. Da allora sono diventate un simbolo della Calabria nel mondo.

Negli anni Novanta un secondo intervento dell'Istituto Centrale per il Restauro liberò l'interno delle statue dalla terra di fusione, e tra il 2009 e il 2013 un ulteriore restauro fu condotto a Reggio Calabria, a Palazzo Campanella, prima del rientro definitivo al museo.

Due capolavori del V secolo a.C.

Le due statue, chiamate semplicemente Statua A e Statua B, sono alte rispettivamente circa 198 e 197 centimetri e rappresentano due guerrieri nudi in posa eretta. Gli studiosi le datano al V secolo a.C.: la A intorno al 460 a.C., la B intorno al 430 a.C.

A colpire, oltre alla perfezione anatomica, sono i dettagli: gli occhi in calcite bianca e pasta vitrea, le labbra, i capezzoli e le ciglia in rame e, nella Statua A, perfino i denti in lamina d'argento. Girando con calma intorno alle statue si colgono la tensione dei muscoli e la vitalità dei volti. Ancora oggi gli studiosi discutono su chi rappresentino e su quali artisti le abbiano realizzate: un piccolo mistero che rende la visita ancora più affascinante.

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

I Bronzi sono custoditi al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il MArRC, ospitato nel Palazzo Piacentini, costruito tra il 1932 e il 1941 su progetto di Marcello Piacentini. Dopo un lungo rinnovamento il museo ha riaperto definitivamente nel 2016, con una terrazza panoramica affacciata sullo Stretto di Messina.

Le statue si trovano in una sala dedicata, con un microclima controllato e ingresso a piccoli gruppi, e poggiano su basi antisismiche in marmo di Carrara. Nello stesso museo meritano una sosta anche la Testa del Filosofo, i pinakes di Locri e il Kouros di Reggio. Il resto delle collezioni accompagna il visitatore nella storia della Calabria antica, fino alle città della Magna Grecia.

Il viaggio fino a Reggio Calabria richiede una giornata intera: partendo al mattino potrete dedicare al museo tutto il tempo che merita, senza fretta.

Consigli pratici

  • Partite presto: il viaggio verso Reggio Calabria impegna buona parte della giornata.
  • Mettete in conto una breve attesa all'ingresso della sala dei Bronzi, dove si entra a piccoli gruppi.
  • Con i bambini, raccontate prima la storia del ritrovamento in mare: la visita diventerà un'avventura.
  • Concedetevi qualche minuto sulla terrazza del museo per la vista sullo Stretto.
  • Nei periodi di maggiore affluenza muovetevi in anticipo e verificate orari e biglietti sul sito ufficiale.